Al Qaeda tra Maghreb ed Europa... L'Italia sul mediterraneo, per gioco forza, si trova ad essere un "punto focale" nella lotta al terrorismo, nonchè nel controllo dei flussi migratori provenienti dal Sahara occidentale con relativo traffico di immigrati clandestini. Continua l'attività di proselitismo dei vari Imam occasionali, ma istruiti meticolosamente,  per il percorso che condurrà alla Jihad. Gli esperti di settore conoscono le aree dove i giovani maghrebini vengono istruiti e preparati alla lotta ed al combattimento Jihadista sul territorio  europeo. A tal proposito sarebbe opportuno, come ha più volte sottolineato l'On. Magdi  Cristiano Allam, non solo monitorare questi movimenti, ma fermare la costituzione di  ulteriori luoghi di culto che, via via, diventano sempre più strategici e quindi pericolosi. Si tratta, senza perifrasi, di vera e propria espansione a "macchia d'olio", che si muove  lentamente, ma lascia la sua traccia ovunque ramifichi...Per contrastare le azioni  terroristiche, bisognerebbe tracciare una eventuale mappatura per una indagine più  approfondita che permetta di individuare i collegamenti tra le disparate cellule autonome e le sedi logistiche al-qaediste.  In Italia, le cellule islamiche presenti, vanno dal “Fis algerino  alle brigate salafite o al gruppo islamico combattente marocchino”, le quali confluiscono nella sigla: “Al Qaeda nel Magreb"   Marco Federico (fonte: servizi segreti.com) Copyright © 2012 www.informativadintelligence.eu  All Rights Reserved.  -  Creato da Informativadintelligence OOISI Saif Al-Adel è il nuovo leader di Al Qaeda?   L'FBI lo ha "immortalato" ed Al Qaeda lo ha proclamato come il probabile successore di Osama Bin Laden...   L' ex agente segreto egiziano, noto anche con il nome di Muhamad Brahim Mkkawi, ha 50 anni e pare che in ambito terroristico (secondo fonti saudite), sia stato punto di riferimento o addirittura partecipe ad alcuni attentati di stampo qaedista.   Di certo si sa, che faceva parte del gruppo dei leader- responsabili dell'attentato, compiuto nel 1981, al presidente egiziano Sadat.   Tornando ad oggi, pare che Saif, abbia addestrato (e continui a farlo) i capi dei "Giovani Muijahidin somali" e, dopo l'uccisione di Bin Laden, muoia dalla voglia di dimostrare al mondo che Al Qaeda non era Bin Laden - dipendente, ma, piuttosto è pronto a colpire, sia l'ISI (servizi segreti Pakistani) che la CIA (servizi segreti statunitensi).   E' veramente iniziata una nuova propaganda jihadista?     Marco Federico
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