Al Qaeda tra Maghreb ed Europa...
L'Italia sul mediterraneo, per gioco forza, si trova ad essere un
"punto focale" nella lotta al terrorismo, nonchè nel controllo dei
flussi migratori provenienti dal Sahara occidentale con relativo
traffico di immigrati clandestini.
Continua l'attività di proselitismo dei vari Imam occasionali, ma istruiti meticolosamente,
per il percorso che condurrà alla Jihad. Gli esperti di settore conoscono le aree dove i giovani
maghrebini vengono istruiti e preparati alla lotta ed al combattimento Jihadista sul territorio
europeo. A tal proposito sarebbe opportuno, come ha più volte sottolineato l'On. Magdi
Cristiano Allam, non solo monitorare questi movimenti, ma fermare la costituzione di
ulteriori luoghi di culto che, via via, diventano sempre più strategici e quindi pericolosi.
Si tratta, senza perifrasi, di vera e propria espansione a "macchia d'olio", che si muove
lentamente, ma lascia la sua traccia ovunque ramifichi...Per contrastare le azioni
terroristiche, bisognerebbe tracciare una eventuale mappatura per una indagine più
approfondita che permetta di individuare i collegamenti tra le disparate cellule autonome e le
sedi logistiche al-qaediste. In Italia, le cellule islamiche presenti, vanno dal “Fis algerino
alle brigate salafite o al gruppo islamico combattente marocchino”, le quali confluiscono
nella sigla: “Al Qaeda nel Magreb"
Marco Federico
(fonte: servizi segreti.com)
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Saif Al-Adel è il
nuovo leader di Al
Qaeda?
L'FBI lo ha "immortalato" ed Al
Qaeda lo ha proclamato come il
probabile successore di Osama
Bin Laden...
L' ex agente segreto egiziano,
noto anche con il nome di
Muhamad Brahim Mkkawi, ha
50 anni e pare che in ambito
terroristico (secondo fonti
saudite), sia stato punto di
riferimento o addirittura
partecipe ad alcuni attentati di
stampo qaedista.
Di certo si sa, che faceva parte
del gruppo dei leader-
responsabili dell'attentato,
compiuto nel 1981, al presidente
egiziano Sadat.
Tornando ad oggi, pare che Saif,
abbia addestrato (e continui a
farlo) i capi dei "Giovani
Muijahidin somali" e, dopo
l'uccisione di Bin Laden, muoia
dalla voglia di dimostrare al
mondo che Al Qaeda non era Bin
Laden - dipendente, ma,
piuttosto è pronto a colpire, sia
l'ISI (servizi segreti Pakistani)
che la CIA (servizi segreti
statunitensi).
E' veramente iniziata una nuova
propaganda jihadista?
Marco Federico
11 settembre - video inedito